È una professione in netta ascesa nel nostro Paese ma già consolidata all’estero. Nasce infatti nel mercato americano, dove l’organizzazione, la…

Food and beverage managerÈ una professione in netta ascesa nel nostro Paese ma già consolidata all’estero. Nasce infatti nel mercato americano, dove l’organizzazione, la cura del cliente e la propensione costante all’aumento del fatturato dominano la mentalità operativa in tutti i campi.

In Italia questo mestiere sta esplodendo anche a causa della grande considerazione che in tutto il pianeta un Food and beverage manager italiano riscuote. Infatti il nostro Paese è associato automaticamente alla buona tavola, al buon vino e all’ospitalità. Studiare quindi in Italia e poi specializzarsi all’estero apre le porte a carriere d’eccellenza nei luoghi turistici più ricchi del pianeta oppure in ristoranti ed hotel prestigiosi in tutto il mondo. Ma quali devono essere le direttrici operative su cui deve focalizzarsi un Food and beverage manager? Sono essenzialmente tre.

1 – L’ultima parola che compone il job title è la prima su cui concentrarsi. Si tratta infatti, innanzitutto, di una figura manageriale a cui è affidata la responsabilità di un’area produttiva facente parte di un’azienda più grande. Come manager bisogna saper selezionare, motivare e gestire una squadra di persone. Sono loro – il cuoco, il cameriere, il barman, il sommelier – che eseguiranno le tante mansioni operative che compongono il servizio alla clientela. Quindi il Food and beverage manager è prima di tutto un manager di risorse umane.

2 – Il Food and beverage manager è colui che rende concreta la brand equity aziendale. In altre parole è attraverso questa figura professionale che vengono trasmesse alla clientela quell’insieme di sensazioni e suggestioni che costituiscono l’esperienza concreta del cliente. La promessa del brand viene mantenuta sul campo dal Food and beverage manager. E se la promessa viene mantenuta allora il cliente tornerà e raccomanderà l’esperienza (e il brand) ad altre persone.

3 – L’ultimo aspetto fondamentale che un Food and beverage manager deve curare è il controllo dei costi, anzi, per essere più precisi: la massimizzazione degli incassi e la minimizzazione delle spese. La qual cosa è semplici a dirsi ma parecchio delicata a farsi. Perché per spingere gli incassi si rischia di scivolare nella pressione commerciale verso il cliente (che non gradisce affatto); e per diminuire i costi si rischia di abbassare la qualità del prodotto e del servizio, e soprattutto di farsi scappare i migliori talenti, ritornando quindi al punto uno.

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Fonti:

Intervista ai F&B manager della catena Ritz Carlton.

Intervista al F&B manager italiano a Dubai.