Figura specializzata nel campo dell’internazionalizzazione del business: la professione di export manager nel mercato moderno.

Se la vostra è una visione globale del’economia e vi state chiedendo come diventare export manager, vi aiutiamo a far un po’ di luce su questa professione in forte crescita. Questo perché, in un mondo globalizzato è diventato sempre più importante, all’interno delle aziende, una figura specializzata nel campo dell’internazionalizzazione del business: è questo ciò di cui si occupa l’export manager. Questa figura, in un momento di congiuntura economica in cui la domanda interna ha subito un forte calo e in cui sono le esportazioni ad avere un ruolo trainante, sarà sempre più richiesta nei prossimi anni.
Il suo scopo è scegliere nuovi potenziali mercati esteri ed elaborare le strategie più efficaci per l’ingresso e il consolidamento dell’azienda nei paesi individuati. Questa figura professionale deve avere una formazione molto solida e competenze molto ampie, che spaziano tra la conoscenza di lingue straniere, il marketing, e il diritto internazionale.
L’export manager migliore e più qualificato è in grado di attuare delle partnership con le aziende locali al fine di un ulteriore sviluppo della propria azienda. Tra i compiti dell’export manager vi è la crescita del fatturato aziendale proveniente dai mercati esteri e deve anche essere in grado di interpretare i segnali dei mercati e provvedere a pianificare i giusti interventi e l’offerta migliore.
Si tratta di un’attività affascinante e nello stesso tempo estremamente impegnativa. Spesso rappresenta per l’azienda “la marcia in più” per raggiungere e consolidarsi in nuovi mercati. Una delle sue principali caratteristiche è quella di richiedere doti di leader e molta diplomazia sia con i clienti esterni sia con i clienti interni o fornitori, in quanto deve saper gestire situazioni complesse e conflitti tra i vari settori aziendali. Tra le altre sue caratteristiche da non sottovalutare quindi la flessibilità, necessaria per poter affrontare le più differenti situazioni e con i più diversi approcci commerciali; la disponibilità ad imparare poiché il volume di informazioni necessarie e la dinamicità dell’economia esigono dall’export manager un costante aggiornamento; infine, per svolgere al meglio il ruolo, è importante anche la creatività perché questa figura non deve soltanto vendere ma molte volte creare anche delle opportunità di affari.
Oggi l’export manager è tra i profili più ricercati in quanto l’Italia esporta i suoi prodotti migliori: dal settore alimentare, il vino, l’olio, che permette alle aziende di guadare ai mercati esteri, ampliando così i propri orizzonti per trovare nuove fonti di guadagno. Esportare il made in Italy è una delle priorità per tutte le piccole e medie imprese italiane che vogliono superare la crisi del momento, i prodotti italiani in tutto il mondo sono una risorsa e un valore aggiunto per l’Italia.

 

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