Se amate gli animali, la vostra passione potrebbe portarvi a diventare assistente di studio veterinario. Questa figura professionale si occupa di accudire gli animali in cliniche animali e ospedali sotto la supervisione di veterinari e tecnici. Oltre all’alimentazione, il compito di questi operatori è preparare gli agli animali e curare il loro mantenimento per le procedure mediche. Inoltre si occupano dell’amministrazione e dell’organizzazione all’interno dello studio. Aiutano durante le visite, i trattamenti e gli interventi chirurgici ed eseguono analisi di laboratorio. È possibile lavorare in modo autonomo e aprire una vera e propria clinica del benessere per gli animali. Per questa attività non è necessario avere una laurea ma competenze specifiche acquisite con un corso di formazione professionale e un tirocinio per apprendere le giuste competenze professionali ed essere in grado, poi, di prendersi cura dell’animale a 360 gradi.

Altri sbocchi lavorativi

Oppure altro meraviglioso lavoro con gli animali è dedicarsi alla realizzazione di una fattoria ludica educativa, dove il mondo degli animali accarezza dolcemente quello dei bambini, organizzando attività all’aperto con i genitori ma anche con le scuole, impartendo così già da bambini la loro educazione verso la natura e gli animali. E’ necessario lavorare sodo in maniera costante. La tenacia è il fattore determinante per il successo o il fallimento in qualsiasi ambito, ma l’interazione tra uomini e amici a quattro zampe permette di ridurre lo stress, migliora le capacità di attenzione e di apprendimento, stimola la comunicazione verbale, emotiva e corporea, incrementa la qualità della vita.
Infatti il grande successo della pet therapy nasce come cura che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. Gli animali hanno una predisposizione naturale ad aiutare le persone che hanno bisogno e possono svolgere la funzione di “ponte” tra professionista e paziente. Tale mediazione facilita l’instaurarsi dell’alleanza terapeutica, creando occasione di scambio e di gioco, motivando il paziente a partecipare attivamente al processo di cura.